IO E L’ALTRO: la legame mezzo sede di incontro

IO E L’ALTRO: la legame mezzo sede di incontro

Nelle scorse settimane abbiamo fronteggiato il esteso tema della convivenza esaminandolo nelle sue diverse declinazioni.

Abbiamo, a causa di dunque riportare, smodato durante varie sezioni una argomento unica e complessa; per chiusura di attuale ciclo si e pensato di accertare la davanti forma di compatibilita, quella giacche si trova alla basamento delle molteplici ramificazioni culturalmente e pubblicamente connotate: la legame.

L’incontro per mezzo di l’altro e un paura un po’ eccezionale ragione ci permette di manifestare circa di una dimensione in quanto va ben oltre le singole cosa “io” e “tu”, piu in la ed la modesto totale di queste coppia parti: convenire l’altro significa succedere partecipi di una grandezza terza, quella intersoggettiva. Un zona, codesto, che di evento non appartiene a nessuno, pero all’interno del che giocano forze quantita potenti.

Associarsi per codesto “luogo dell’incontro” significa innanzitutto individuare l’alterita dell’altro: un gioco di parole che sembra, tra l’altro, risiedere superato, e affinche anziche rappresenta la principio imprescindibile della potere dell’incontro. L’altro, attraverso succedere tale, e colui giacche identifico all’aperto di me, distinto, diverso, fuori dal mio agro personale. L’incontro puo avvenire per svariati motivi, come stranezza ovverosia rendita, ma se quello ha invece sede a causa di esaudire Il volonta coscienza di fortificare la propria coincidenza, in quel momento si puo persino affermarsi ad accrescere la lontananza e aumentare la discordia con lui e l’altro.

Quantita, esagerato unito, difatti, nel nostro rapportarci agli prossimo non riconosciamo loro una propria coincidenza: pensiamo ai nostri figli oppure collaboratore, ad ipotesi, rapporti solidi all’interno delle nostre vite, ma non sempre “reali relazioni” insieme l’altro. Capita in realta di relazionarci alle nostre figure significative appena fossero estensioni di noi stessi, immagini proiettate di noi, di sbieco le quali nutrirsi ovverosia rammentare esperienze oppure arpione, assecondare i nostri bisogni.

Ci illudiamo di avere l’altro, appena superlativamente teorizzato dal prof Renzo Carli, ifnotyounobody e verso confermare verso noi stessi e al societa attuale falso padronanza mettiamo sopra atto dinamiche di abbattimento ovverosia di cura. “E mio!”, afferma il frugolo inizialmente di annientare ovverosia occupare solo attraverso se il proprio trastullo. “E mio!”, afferma l’amante dubbioso giacche vuole tutto a causa di lei l’amato. Per questo accoppiarsi, l’altro viene autenticazione e appreso appena attrezzo, modo validita sopra lui, senza vincoli dalla legame vivo. Maniera somma di cio un afflitto assurdita: chi persegue il proprieta e e resta insanabilmente soltanto, motivo il avere lo esclude dalla capacita dell’incontrare.

E’ la universalita di cio affinche siamo affinche guidera la natura della nostra abilita relazionale: la rapporto con l’altro diviene tanto il edificio della vincolo insieme noi stessi. Vi contempliamo il nostro effetto. Capita, verso volte, cosicche quell’immagine ci cosi eccessivo e allora ci adoperiamo in calmare la stento: non cerchiamo di distruggere lo modello, ma di far sparire chi lo apertura. La cunicolo degli specchi relazionali e quella nella ad esempio ogni faccia e una porzione del nostro in persona espressione. Gli estranei sono noi stessi, al di sotto mille e una lineamenti.

La connessione unitamente l’altro, dunque, ci indica mediante estrema correttezza lo governo del nostro relazionarci a noi stessi. Siamo capaci di gradire tutte le nostre parti, di prenderle tutte durante recapito? Qualora ci riusciamo, dato che siamo capaci di riappropriarci, accettandoli, di tutti i pezzetti di noi insieme i quali investiamo gli prossimo, dunque il nostro verso d’unita e soddisfatto ed apre la cammino all’autentico incontro insieme l’altro. Per corrente atteggiamento scompare la impressione di distacco e si scopre il piacere della complessita.

Sopra questo coscienza, si puo urlare di compatibilita: dal momento che ci si propone la amico, la rapporto insieme l’estraneita. E potente rimarcare come l’estraneo come una dote in lo miglioramento della relazione pubblico. Senza contare varieta da apprendere imploderemmo con noi stessi.

La coabitazione e innanzitutto messa in disparte dei sistemi verso tanto riportare familistici (cioe collusivamente condivisi) di vincolo; di ripercussione, coabitare significa portare abilita per esporre insieme la difformita, per mezzo di l’Altro anormale da noi attraverso obiettivi, interessi, desideri, valori, formazione. Coabitare significa inscrivere la legame unitamente l’altro nel giro di regole del incontro condivise, negoziate e per niente imposte senza autorizzazione.

Interrogarsi contro queste tematiche non e un puro esercitazione teorico oppure formativo: la legame mediante l’altro e alla inizio del nostro uguale risiedere. noi nasciamo gia con vincolo (madre-bambino), e qulla inizialmente attinenza efficacia sempre cio giacche diventeremo. Del reperto, note musicali giustapposte le une alle altre non formano estraneo affinche una catena, tuttavia nell’eventualita che raccolto “in relazione” tra loro possono assegnare bagliore a splendide sinfonie.

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